Malattie

VOMITO



COS’E

Il vomito non è una malattia a sè, ma è un sintomo di malessere o di malattia di cui è importante capire le cause. 


CAUSE

Fra i virus i principali responsabili del vomito ci sono i rotavirus (per cui tra l’altro è disponibile un vaccino), gli adenovirus e gli astravirus, mentre i batteri più comunemente implicati sono Clostridium difficile Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Salmonella, Shigella.


INCUBAZIONE

Il vomito ha un'incubazione variabile tra i tra 1 e 4 giorni in relazione al tipo di microorganismo responsabile di tale sintomatologia


CONTAGIO

Il contagio del vomito avviene per via respiratoria o per via oro-fecale.


SINTOMI

Spesso il vomito si accompagna a pallore o malessere. Proprio perchè è incontrollabile il vomito spaventa molto, soprattutto se interessa bambini, che in genere dopo aver vomitato piangono e si agitano,  non tanto per  un dolore ma per la spiacevole esperienza. Si parla di gastroenterite quando è associata diarrea, ma possono essere presenti anche mal di testa, febbre, brividi e dolori addominali.


DURATA

I sintomi del vomito solitamente durano per 1 o 2 giorni, ma possono durare anche 10 giorni.


TERAPIA

Un singolo episodio o isolati episodi di vomito non comportano mai gravi problemi. La maggior parte dei casi di gastroenterite virale si auto risolve senza bisogno di terapia. Gli antibiotici non hanno alcuna efficacia contro le infezioni virali mentre farmaci antivomito sono sconsigliati nei bambini. L’unico scopo della terapia è quello di ridurre i sintomi ma soprattutto prevenire la disidratazione (più frequente nei bambini).

La disidratazione può essere evitata somministrando piccole quantità (circa 5-10 ml) ogni 5-10 minuti di liquidi, soluzioni saline reidratanti ma anche the deteinato. La quantità sarà poi aumentata gradualmente ma non bisogna eccedere per non arrivare a nuovi episodi di vomito in cui si perderebbero più liquidi di quelli appena introdotti.

Nel caso in cui il vomito colpisce neonati allattati al seno, non c’è ragione di sospendere l’allattamento; è necessario solo ridurre la quantità assunta, lasciando attaccato il piccolo al seno solo per pochi minuti. Se invece il neonato è allattato artificialmente può essere utile somministrare pochi cc di latte con un cucchiaino. Nel caso del bambino già svezzato esistono diverse scuole di pensiero: alcuni sostengono che sia utile sospendere l’alimentazione per almeno 8 ore dall’evento acuto, mantenendo però una buona idratazione, altri ritengono che non vi sia alcuna ragione di eliminare per periodi prolungati latte, cibi solidi, né tanto meno ricorrere a diete in “bianco”. In realtà il bambino il più delle volte si “regola da solo” ed è sufficiente il buon senso della mamma nel proporre solo cibi adeguati alla situazione.


COSA FARE QUANDO IL BAMBINO VOMITA

Tenergli la fronte mentre vomita può essere molto tranquillizzante, successivamente sciacquare viso e bocca ed eventualmente lavare i dentini.


COMPLICANZE

Il rischio principale nel caso di vomito è la disidratazione, ovvero la perdita di liquidi dal corpo. I sintomi della disidratazione sono:

  • sete eccessiva
  • secchezza delle fauci: verificare la bocca: le labbra e l’interno della bocca devono essere umide e rosa e sulla lingua ci deve essere la saliva
  • poca urina o urina di color giallo scuro (controllare sempre i pannolini)
  • importante debolezza: valutare il calo di peso (soprattutto in neonati e lattanti). Se la perdita di peso si avvicina al 10%, è opportuno portare il bimbo in ospedale
  • giramenti di testa