Malattie

VARICELLA



COS’E’

La varicella è una malattia esantematica causata dal virus varicella-zoster, che lascia una immunità permanente (vuol dire che in genere non ci si riammala una seconda volta). Il virus però non viene mai completamente debellato; va a localizzarsi nei gangli nervosi del midollo, dove può rimanere senza dare problemi anche per tutta la vita. In determinate situazioni però può risvegliarsi, manifestando il quadro dell’Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio). È molto frequente nell'infanzia, ma è rara sotto i 6 mesi di vita, perché, in genere, il bambino è protetto dagli anticorpi trasmessi dalla mamma durante gli ultimi mesi di gravidanza.


INCUBAZIONE

Il virus della varicella ha in genere un'incubazione di 14-21 giorni.


CONTAGIO

La trasmissione del virus della varicella avviene da persona a persona, tramite il contatto diretto delle lesioni (vescicole) o le goccioline di saliva. Si è contagiosi da 1-2 giorni prima fino a circa 5 giorni dopo la comparsa delle prime vescichette. 

La trasmissione indiretta (da terze persone immuni) non può avvenire. Chi non ha contratto la varicella può essere contagiato da qualcuno con l’Herpes Zoster o Fuoco di Sant'Antonio, ma non può prendere l’Herpes Zoster stesso. Questo perché l’Herpes Zoster può svilupparsi solo da una riattivazione del virus in qualcuno che ha già avuto la varicella.


SINTOMI

In genere l’esordio della varicella è asintomatico, possono tuttavia esserci malessere, stanchezza, febbre,dolori addominali, mal di gola, mal di testa uno o 2 giorni prima che l’eruzione cutanea appaia.

L’eruzione cutanea è caratterizzata da piccole protuberanze rosse che sembrano brufoletti o morsicature di insetto (macule color rosso pallido), che rapidamente si trasformano in papule e dopo 1-2 giorni in vescicole. Non compaiono tutte insieme, ma a gettate successive per più giorni, e si trasformano in croste in 2-8 giorni, per cui è normale trovare in contemporanea sulla pelle pomfi, vescicole e croste. Le prime croste cadono dopo 5-10 giorni, lasciando una cicatrice che tende a scomparire col tempo. Possono comparire vescicole isolate anche sul palato, sulla lingua, sui genitali.


DURATA

La varicella è in genere una malattia benigna che guarisce nel giro di 7-10 giorni. La malattia tende ad avere un decorso più aggressivo nell'adolescente e nell'adulto.


TERAPIA
Essendo la varicella una malattia virale non sono necessari farmaci, se non sintomatici:

  • paracetamolo (tachipirina) per abbassare la febbre
  • antistaminici per alleviare il prurito

Solo su prescrizione medica si può assumere per bocca l’aciclovir, un farmaco antivirale che riduce lievemente la durata e la gravità della varicella solo se somministrato a persone sane entro 24 h dalla comparsa dell’eruzione.

Alcuni utili consigli:

  • indossare al bambino biancheria di cotone
  • tenere le unghie delle mani pulite e corte per evitare le sovrainfezioni batteriche dovute al grattamento
  • nel caso dei bambini fare quotidianamente il bagnetto in acqua tiepida utilizzando un sapone delicato e asciugando il bambino con un asciugamano di spugna morbida, evitando di frizionare o sfregare le lesioni

COMPLICANZE

In genere il decorso della varicella è senza complicazioni, ma si possono avere:

  • impetigine: (infezione cutanea dovuta al grattamento) le vescicole diventano più grosse, sono circondate da un alone rosso, contengono pus, e le croste quando cadono lasciano delle cicatrici spesso permanenti
  • polmonite negli adulti, nei neonati e nei pazienti immunocompromessi, ma raramente nei bambini
  • encefalite post-varicella in un caso ogni 1000 circa: tende a verificarsi verso la fine della malattia o 1-2 settimane dopo la guarigione
  • atassia cerebellare acuta post-infettiva

PREVENZIONE
In Italia non esiste una strategia vaccinale per la varicella per tutta la popolazione. Il vaccino contro il virus della varicella-zoster (VZV) è costituito dal virus vivo attenuato e per questo motivo la vaccinazione non è indicata prima dei dodici mesi di vita. In genere nella fascia di età 12 mesi-13 anni, si raccomanda una sola dose di vaccino anche se nel 2006, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ha raccomandato un richiamo dai 4 ai 6 anni di età per avere un’ulteriore protezione. Gli adolescenti sani dopo il 13° anno e gli adulti devono, invece, essere vaccinati con due dosi a distanza di 4 - 8 settimane. Questi dosaggi sono sufficienti a conferire un’immunità duratura.


SCUOLA E SPORT

La vita di comunità e la ripresa delle attività sportive è possibile dopo circa una settimana, quando tutte le vescicole della varicella si sono trasformate in croste. L’accesso in piscina è invece consigliato quando è caduta anche l’ultima crosta.


IN GRAVIDANZA

Se si contrae la varicella in gravidanza, il virus passa al feto, tramite il sangue materno e attraverso il cordone ombelicale da 1/3 al 50% dei casi a secondo del periodo di gravidanza.

Un’ infezione nel I trimestre è stata associata ad una embriopatia malformativa caratterizzata da gravi lesioni cutanee cicatriziali, da atrofia muscolare, ipoplasia delle dita, lesioni cerebrali tipo encefalite o atrofia cerebrale. Questa sindrome denominata Sindrome da Varicella Congenita colpirebbe il 7,4% dei feti infettati.

Quando l’infezione avviene nel II e III trimestre:

  1. L’infezione avviene almeno 21 giorni prima del parto: si ha il passaggio transplacentare del virus nel 17% dei casi, la malattia fetale ha decorso favorevole in quanto sono presenti anticorpi materni, il feto guarisce prima del parto
  2. Il parto avviene in un periodo tra i 5 ed i 21 giorni seguenti l’inizio dell’eruzione cutanea: se il feto è stato infettato il decorso della malattia è benigno nonostante la trasmissione ematogena, in quanto vi è stata trasmissione transplacentare anche di anticorpi materni
  3. Il parto avviene nel periodo di incubazione della malattia: il bambino nasce sano ma può infettarsi durante il parto o subito dopo. Manca la protezione degli anticorpi materni ma il decorso della malattia è favorevole poiché di solito l’infezione avviene per via respiratoria
  4. Il parto avviene tra il giorno antecedente ed i quattro giorni successivi all'eruzione cutanea: il feto può infettarsi per via ematogena e la malattia in questo caso è molto grave, talora mortale anche perché non vi è tempo per il passaggio transplacentare anche di anticorpi materni. La protezione dei bambini nati in giorni a rischio viene effettuata con la tempestiva somministrazione di immunoglobuline specifiche.