Malattie

TOXOPLASMOSI



COS’E’

La Toxoplasmosi é un’infezione sostenuta da un parassita: il Toxoplasma Gondii, protozoo unicellulare, endemico presso molti animali domestici e uccelli. 


INCUBAZIONE

Nella Toxoplasmosi il tempo tra l’esposizione al parassita responsabile dell’infezione e lo sviluppo della patologia è mediamente compreso fra una settimana e un mese dopo il contagio.


CONTAGIO

La Toxoplasmosi si trasmette  attraverso il contatto con cani, papagallini e gatti, ed ingerendo carni crude o frutta e verdure contaminate.

I gatti sono considerati il serbatoio primitivo del parassita intracellulare Toxoplasma gondii, perchè nel loro intestino avviene il ciclo riproduttivo del Toxoplasma.  Si infettano cibandosi delle carni di roditori, uccelli e piccoli animali. Le oocisti di Toxoplasma vengono emesse con le feci del gatto e possono essere ingerite con carne, verdure e frutta contaminate  da un altro animale o dall'uomo, i quali rappresentano quindi ospiti intermedi del toxoplasma.


SINTOMI

La Toxoplasmosi si manifesta presentando i seguenti sintomi:

  • linfoadenomegalia (ingrossamento dei linfonodi) di solito cervicale o ascellare
  • sindrome simil-influenzale con febbre, cefalea, malessere, astenia
  • possibili artralgie, mialgie, faringodinia, dolore addominale
  • rash cutaneo (eruzione cutanea che insorge rapidamente)
  • epatomegalia (aumento del volume del fegato)

DURATA

La Toxoplasmosi si risolve entro 3 settimane, anche se l’astenia e una moderata linfoadenomegalia (linfonodi ingrossati) possono persistere o ripresentarsi per mesi.


DIAGNOSI

La Toxoplasmosi viene diagnosticata su base sierologica. La presenza di IgM specifiche anti-toxoplasma indica un’infezione recente o in atto mentre la presenza di IgG cominciano a rilevarsi dopo 3-4 settimane dal contagio e persistono per molti anni, anche se in lenta diminuzione.


TERAPIA

La maggior parte delle persone sane guarisce dalla Toxoplasmosi senza specifico trattamento. La terapia si effettua solo se la malattia è sintomatica. I farmaci più utilizzati sono il trimethoprim-sulfametossazolo (Bactrim, Eusaprim) oppure la spiramicina (Rovamicina) o la clindamicina (Dalacin C).


COMPLICANZE

La Toxoplasmosi può complicarsi con: 

  • corioretinite (che può complicarsi ulteriormente con iridociclite,cataratta e glaucoma)
  • encefalite
  • polmonite
  • miocardite

PREVENZIONE

La Toxoplasmosi si può prevenire seguendo alcuni accorgimenti.

Accorgimenti alimentari:

  • cuocere i cibi a temperature adeguate.
  • congelare la carne ad almeno -12,5 C° per diversi giorni prima del consumo riduce notevolmente le possibilità di infezione
  • lavare i taglieri, i piatti, gli utensili e le mani con acqua calda e sapone dopo il contatto con carne cruda, pollame, pesce, verdura e frutta non lavata
  • evitare di bere acqua non potabile

Altri accorgimenti: 

  • indossare i guanti durante le attività di giardinaggio e durante ogni contatto con terra o sabbia in quanto il suolo potrebbe essere contaminato da feci di gatto che contengono toxoplasma. Lavarsi le mani con acqua calda e sapone dopo le attività di giardinaggio o dopo aver toccato terra o sabbia
  • insegnare ai bambini l’importanza di lavarsi le mani per prevenire le infezioni
  • nel caso in cui si possegga un gatto, vuotare la lettiera quotidianamente. Inoltre non farlo uscire, per evitare che si cibi di topi e uccelli, e alimentarlo solo con cibi secchi o ben cotti
  • le donne sieronegative in gravidanza, e quelle che desiderano divenire tali a breve termine, devono evitare il contatto con i gatti, e consumare carne solo se cotta a temperatura elevata e per un tempo sufficientemente lungo

IN GRAVIDANZA

La sintomatologia della Toxoplasmosi non è specifica, spesso scarsa o addirittura assente. La possibilità di trasmissione al feto è direttamente proporzionale all'epoca di gravidanza. I danni fetali invece sono di gravità inversamente proporzionale all'epoca gestazionale: l’infezione contratta nel I° trimestre può produrre gravissime malformazioni fetali incompatibili con la prosecuzione della gravidanza e quindi aborto e morte fetale.

Nel II° trimestre l’infezione fetale produce corioretinite e idrocefalia, ritardo mentale, alterazioni neurologiche, convulsioni, epato-splenomegalia mentre nel III° trimestre di gravidanza può provocare parto pre-termine. Infine quando l’infezione  viene contratta nelle fasi terminali della gravidanza il neonato potrà nascere apparentemente sano con una forma variabile di letargia, ma è portatore di una forma latente di toxoplasmosi che si potrà manifestare a distanza di mesi od anni con corioretiniti recidivanti,  ritardi mentali, disturbi comportamentali.

La possibilità di infezione fetale è del 17% nel primo trimestre, 45% nel secondo trimestre, 65% nel terzo trimestre.