Malattie

SCABBIA



COS’E

La scabbia è una malattia parassitaria cutanea infettiva contagiosa, causata da un acaro (Sarcoptes scabiei) della famiglia degli Artropodi. La malattia è diffusa in tutto il mondo; può colpire persone di ogni ceto sociale, indipendentemente dall’ igiene personale età o sesso, è endemica in molti paesi sviluppati; più frequente d’inverno.

La femmina gravida dell’acaro penetrata nella cute scava nello strato corneo dei cunicoli (che si evidenziano con caratteristiche lesioni) e vi depone le uova. Questi canali sono in rilievo e grigi per le feci del parassita, che vi si accumulano. Dopo aver depositato un massimo di 50 uova la femmina muore. Dopo 3-4 giorni le uova si schiudono dando origine a giovani larve che subiscono successive metamorfosi, gli stadi successivi di sviluppo sino al parassita maturo non si verificano nei cunicoli ma sulla superficie cutanea; questo spiega l’elevata contagiosità della malattia. In un singolo individuo infestato, si possono rinvenire 10-12 femmine, ma il numero può raggiungere le centinaia e le migliaia in caso di scabbia crostosa. Il tempo di sopravvivenza degli acari femmina all’esterno dell’ospite umano non oltrepassa i 2 o 3 giorni. 


INCUBAZIONE

Il periodo di incubazione della scabbia dalla contaminazione alla comparsa dei sintomi varia da 2 a 6 settimane per l’infestazione primaria, ma può essere di sole 24-48 ore in caso di reinfestazione.


CONTAGIO

Gli acari sulla cute si muovono ad una velocità di 2,5 cm al minuto. Lontano dall'ospite, in condizioni ambientali standard (temperatura 21 °C), vivono per 24-36 ore; a temperature più basse vivono più a lungo. La principale modalità di trasmissione è il contatto cutaneo diretto, da persona a persona (cute-cute), in persone che dormono nello stesso letto, oppure meno frequentemente attraverso gli oggetti.

La trasmissione è di frequente riscontro nell'ambito del nucleo familiare; tra gli adulti, il contagio avviene prevalentemente per contatto sessuale. Data la labilità dell’acaro al di fuori dell’ospite il contagio indiretto attraverso, per esempio biancheria e lenzuola, si verifica solo se questi sono stati contaminati di recente da una persona infestata. Si è contagiosi fino a che gli acari e le uova non siano stati eliminati completamente.


SINTOMI

Il sintomo principale della scabbia è il prurito,che compare 2 settimane dopo il contagio e precede le lesioni cutanee. L’irritazione cutanea è soprattutto di origine allergica e all’inizio della malattia può passare inavvertita, quando  l’infezione si estende il prurito aumenta soprattutto durante la notte. Inizialmente è localizzato, poi generalizzato; ne conseguono frequenti lesioni da grattamento che appaiono escoriate talora con croste da sovrainfezione batterica. L’eruzione  cutanea è papulare, eritematosa e associata al cunicolo.

La scabbia crostosa (norvegese o ipercheratosica) si riscontra più facilmente in persone con grave immunodepressione o in anziani sottoposti a terapie incongrue protratte (generalmente pomate steroidee). Il  quadro clinico può iniziare come scabbia classica o come un eczema cronico, o essere caratterizzato da vaste superfici ipercheratosiche ricoperte da squamo-croste pluristratificate e ragadizzate, localizzate principalmente alle superfici flessorie ed estensorie degli arti, delle mani e dei piedi, dita, gomiti e ginocchia.

Il prurito può essere assente, le complicanze sono più gravi (sovrainfezioni da Streptococco B emolitico e glomerulonefrite) e la diffusione della malattia è più elevata data l’infestazione da parte di migliaia di acari.

Localizzazione della malattia:

  • spazi interdigitali delle mani
  • polsi (superficie volare)
  • regione ombelicale
  • fianchi e cintura
  • ascelle
  • piedi
  • genitali

DIAGNOSI

La diagnosi della scabbia è sostanzialmente clinica ma a causa delle varianti cliniche con cui l’infestazione può presentarsi e per la somiglianza con altre malattie cutanee generalizzate pruriginose, talora non è facile.  Si può indagare con l’anamnesi le caratteristiche del prurito: se si accentua di notte, quali aree cutanee interessa; se è presente in altri membri della famiglia.  

L’esame obiettivo può essere negativo:  

  • l’eruzione cutanea può essere scarsa,
  • a volte i cunicoli sono alterati o distrutti dal grattamento e da terapie topiche precedenti parzialmente efficaci e che possono averne ridotto il numero o renderne difficoltosa la localizzazione.

Se la diagnosi della scabbia è dubbia, è opportuno rintracciare l’acaro, le uova o campioni dei suoi escrementi (con un ago,o con il raschiamento della superficie cutanea con una lama) per l’esame microscopico. Queste tecniche richiedono l’intervento di un operatore esperto e la visibilità delle gallerie. Inoltre, sono relativamente frequenti i falsi negativi. In caso di sospetto di scabbia, il trattamento può risultare quindi opportuno anche in assenza o con negatività dell’esame microscopico di conferma. 


TERAPIA

In commercio esistono diversi prodotti per la terapia locale della scabbia:

  • il Benzoato di Benzile pomata al 25% Si applica sul corpo per 12 o 24 ore, per 2 cicli di 4 giorni intervallati da 7 giorni di pausa; il benzoato deve essere diluito al 10% nei bambini. La terapia è efficace anche se è frequente causa di irritazione cutanea
  • Permetrina al 5%, che attualmente è considerato il trattamento più efficace e meglio tollerato, che si può utilizzare anche sui bambini e sulle donne in gravidanza o allattamento senza rischio di tossicità perché il farmaco non è assorbito dalla cute

Avvertenze e precauzioni:

  • l’applicazione dei preparati antiscabbia va effettuata la sera, dopo un bagno caldo, se possibile dopo aver grattato le lesioni con uno spazzolino
  • la crema deve essere applicata su tutta la superficie cutanea esclusi occhi e mucose,da dietro le orecchie fino alla punta dei piedi, comprese le pieghe ascellari ed inguinali e lo spazio sotto le unghie.
  • le unghie vanno tagliate corte lo spazio sub ungueale va spazzolato con cura in quanto fonte importante di diffusione dell’acaro col trattamento
  • può essere opportuno ripetere l’applicazione a distanza di 7 giorni. La finestra di 7 giorni ha lo scopo di aspettare la schiusa delle uova eventualmente sopravvissute al primo ciclo di terapia
  • la disinfestazione ambientale non serve perché l’acaro sopravvive non più di qualche giorno se non a contatto con la pelle
  • la biancheria intima, gli abiti e le lenzuola usati dal paziente nei 3 giorni precedenti la diagnosi e fino a trattamento concluso, devono essere lavati utilizzando il lavaggio a 90° C, poiché a questa temperatura l’acaro muore
  • gli indumenti che non si possono lavare in questo modo (es. calzature, cappelli ecc.) devono essere puliti secondo le specifiche istruzioni per tipo di capo e successivamente chiusi in sacchetti di nylon per alcuni giorni (meglio una settimana)
  • per la pulizia di materassi, divani, cuscini, moquette si consiglia l’impiego di elettrodomestici a vapore. In alternativa, è utile che i materassi e i cuscini vengano avvolti in sacchi di nylon per una settimana,tenuti a parte in ambiente chiuso o trattati con insetticida
  • la pulizia della casa avviene come di norma prestando però maggior attenzione alla rimozione dello sporco da angoli e intercapedini e dagli oggetti che possono essere toccati direttamente dalla pelle di più persone, come il WC e il bidet

Il prurito può persistere anche per 2 settimane dopo la terapia. In caso di persistenza dei sintomi oltre tale periodo occorre considerare varie possibilità:

  • il fallimento terapeutico per resistenza al farmaco o per errata applicazione dello stesso (occorre quindi ripetere il trattamento con un prodotto alternativo)
  • la reinfestazione (dai conviventi o dalla biancheria non adeguatamente trattati)
  • l'insorgenza di una dermatite allergica
  • la presenza della scabbia crostosa o norvegese

COMPLICANZE

In caso di scabbia, in seguito alle lesioni da grattamento si possono avere infezioni batteriche della pelle a causa di batteri normalmente presenti sulla pelle stessa, come Staphylococcus aureus o streptococchi beta-emolitici.


PROFILASSI

Contatti ad alto rischio: tutti i componenti del nucleo familiare, nonché le persone che hanno avuto rapporti sessuali col soggetto infestato devono essere trattati contemporaneamente dato che un singolo individuo infestato può reinfestare le persone con cui viene a stretto contatto.

Contatti a basso rischio: vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria. Il trattamento profilattico di questi soggetti è indicato solo se il primo contagiato è affetto da scabbia norvegese


SCUOLA E SPORT

Il malato di scabbia deve essere immediatamente allontanato da una comunità (scuola, lavoro).  Per legge è da ritenersi ancora contagioso e quindi deve rimanere in isolamento per sole 24 ore dopo la prima applicazione di un farmaco idoneo.


IN GRAVIDANZA

In caso di scabbia durante la gravidanza e  durante l’allattamento la crema deve essere impiegata nei casi di effettiva necessità e sotto diretto controllo medico.