Malattie

SALMONELLA



COS’E’

Con il termine salmonella o salmonellosi si intende un insieme di manifestazioni morbose causate dalla Salmonella, battere normalmente presente nell'apparato gastrointestinale di molti animali e agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che in corso di epidemia. La gravità della malattia è in relazione al sierotipo infettante, al numero di microrganismi ingeriti e alle caratteristiche cliniche e immunologiche del paziente

Esistono più di 2000 sierotipi di Salmonella, ma non sono tutti egualmente diffusi; le patologie causate da salmonella vengono generalmente distinte in forme tifoidee che comprendono patologie quali il tifo (febbre tifoide), il paratifo e le febbri enteriche di cui  in genere sono responsabili la Salmonella typhi e la Salmonella paratyphi e le forme non tifoidee di cui sono responsabili le cosiddette salmonelle minori, quali, per esempio, la Salmonella tiphymurium e la Salmonella enteritidis e provocano  solo forme cliniche a manifestazione gastroenterica.


INCUBAZIONE

Nell'uomo la salmonellosi ha un tempo di incubazione di 12-72 ore


CONTAGIO

L’infezione da salmonella si trasmette per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate, ma si può verificare anche attraverso ferite. Gli ammalati eliminano con le feci milioni di bacilli del tifo che rappresentano la fonte di contaminazione dell'acqua e di cibi. Anche se la porta d'ingresso è l'apparato gastro-intestinale, il tifo non è una malattia intestinale perché essa è caratterizzata più da sintomi sistemici che intestinali.


SINTOMI

La gravità dei sintomi è variabile. Si va da semplici disturbi intestinali (crampi, alcune scariche diarroiche) che si risolvono nell'arco di 24 ore, fino a forme gravi di diarrea con disidratazione, insufficienza renale, febbre elevata con brividi, nausea, cefalea e mialgie, in alcuni casi gravi l'esito è fatale. Le salmonelle non tifoidee inducono una sintomatologia gastroenterica caratterizzata da un breve periodo d’incubazione, scariche di feci non molto voluminose senza sangue e muco.

Nei bambini di età inferiore ai 2 anni, il tifo può presentarsi con manifestazioni cliniche completamente diverse:

  • può dare un quadro di semplice enterite acuta, caratterizzata da vomito, distensione addominale e diarrea
  • può dare un quadro setticemico, con febbre oltre i 40°C, ingrossamento del fegato e della milza, perdita di peso, segni meningei.

Nei bambini più grandi il quadro clinico si avvicina a quello dell'adulto, l'inizio è insidioso con febbre e malessere generale, cefalea, dolori muscolari e addominali, diarrea (presente solo nel 30-40% dei casi, anzi nei primi giorni è più frequente la stipsi). Alla fine della prima settimana  la febbre aumenta e si fa più costante, il malessere generale è più accentuato, si ha vomito con crampi addominali,diarrea (a volte con presenza di sangue).


DURATA

I sintomi della maggior parte delle infezioni da salmonella di solito appaiono entro tre giorni dal contagio (di norma fra le 12 e le 36 ore, comunque mai prima di 6 ore) e normalmente scompaiono senza alcuna terapia entro 4-10 giorni.

L’eliminazione dei germi con le feci può persistere per 1-6 mesi. Il bambino con meno di cinque anni ha in media un periodo di escrezione del germe con le feci più lungo rispetto ai bambini più grandi o agli adulti. In pratica, circa il 45% degli infetti sotto i cinque anni elimina ancora il germe dopo tre mesi e circa l'1% lo fa ancora dopo un anno.


DIAGNOSI

La diagnosi certa della salmonella si ha con l’isolamento del microrganismo da coltura di feci, sangue, urina, o essudati ma il mezzo più idoneo per porre diagnosi di tifo è l'emocoltura, perchè nelle prime settimane di malattia la salmonella può essere trovata nel sangue nel 70-80% dei casi, mentre la coltura delle feci inizia ad essere positiva nella 2° settimana per raggiungere il massimo nella 3°- 4° settimana con percentuali dell'80-90%.


PROGNOSI

Il tasso di mortalità per salmonellosi è del 10% ma può essere ridotto a meno dell’1% con terapia antibiotica tempestiva. Le infezioni invasive e la mortalità sono molto più frequenti nei lattanti, anziani e pazienti con patologie quali  tumori, AIDS, malattie che causano immunodepressione.  Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell'uomo possono anche causare lo stato di portatore asintomatico.


TERAPIA

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da salmonella si presenta in forma lieve e si risolve da sola nel giro di pochi giorni; in questi casi più lievi non bisognerebbe limitare la diarrea poiché è il naturale meccanismo di difesa dell’organismo per espellere i germi. Di norma per la salmonella è sufficiente adottare una terapia di supporto basata sulla reidratazione (bere molto o con flebo di soluzione fisiologica glucosata), sulla correzione delle alterazioni elettrolitiche, fermenti lattici e probiotici.

L’uso degli antibiotici (i più usati sono chinoloni, cotrimoxazolo, amoxicillina), che possono prolungare lo stato di portatore, andrebbero limitate a immunodepressi, o in caso di localizzazioni extraintestinali del batterio.

L’ospedalizzazione è indicata solo nei casi gravi (con sintomi extraintestinali), nei neonati al di sotto dei 3 mesi di età e in soggetti con malattie cronico-degenerative.


COMPLICANZE

Le complicanze dovute alla salmonella sono abbastanza rare, compaiono nella seconda parte della malattia e sono rappresentate da disidratazione e localizzazione extraintestinale:

  • emorragia intestinale
  • perforazione intestinale
  • meningite
  • osteomielite
  • artrite
  • polmonite
  • neurite ottica
  • sordità
  • alopecia

PREVENZIONE

Le salmonelle sono batteri che resistono molto bene alle condizioni ambientali e si sviluppano fra i 7 e i 45 °C. Resistono anche negli alimenti congelati, mentre vengono distrutti dalla pastorizzazione in quanto basta un’ora a 55 °C o 15 minuti a 60 °C:
Pertanto sopravvivono a lungo negli alimenti a temperatura ambiente che non hanno subito trattamenti termici:

  • insaccati: 90-120 giorni
  • burro: 70 giorni
  • formaggi: 35-40 giorni

La cottura a microonde non è invece un modo affidabile per uccidere i batteri della salmonella.

Importanti misure di prevenzione includono l’utilizzo di norme igieniche di base:

  • lavare sempre frutta e verdura bene (quando necessario con bicarbonato) prima della manipolazione e del consumo
  • lavare le mani prima e dopo la preparazione degli alimenti
  • cuocere tutti gli alimenti derivati da animali quali pollame, maiale e uova; l’effetto sterilizzante del calore di cottura delle carni si annulla però se, per esempio, il coltello usato per tagliare la carne cruda viene impiegato poco dopo per tagliare la carne cotta, senza un adeguato lavaggio tra un’operazione e l’altra. altri alimenti a rischio sono ostriche e mitili
  • evitare il consumo di uova crude o poco cotte (gelati e zabaioni o altri alimenti)pericolosa è inoltre l’abitudine di rompere le uova sottovalutando la potenziale carica infettiva del guscio. È bene rammentare che piccole incrinature nel guscio possono permettere l’ingresso nell'uovo del batterio eventualmente presente nelle feci della gallina
  • consumare latte pastorizzato
  • evitare le contaminazioni tra cibi, tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti
  • non andare al mare in zone non balneabili

VACCINAZIONE

Per quanto riguarda i vaccini sono disponibili:

  • un vaccino con germi inattivati, somministrato per via parenterale in due dosi a distanza di un mese l’una dall’altra. Non è raccomandata la vaccinazione al di sotto dei 6 mesi di età. E’ indicato solo in bambini con meno di 2 anni di età ad alto rischio di esposizione. E’ poco usato per gli alti effetti collaterali
  • un vaccino con batteri vivi e attenuati, somministrato per via orale (4 compresse a giorni alterni) a partire dai 6 anni di età. Le compresse vanno conservate in frigorifero e assunte ad un’ora di distanza dai pasti. La protezione inizia circa 10 giorni dall'assunzione dell’ultima compressa e persiste per circa 5 anni
  • un vaccino contenente solo  un antigene polisaccaridico purificato della Salmonella Typhi, da somministrare per via intramuscolare (una sola dose con richiami ogni 3 anni) a partire dai 2 anni di età. Il vaccino conferisce efficacia protettiva 7 giorni dopo l’iniezione

Quando non vi sono controindicazioni è preferibile usare il vaccino orale o quello parenterale contenente l’antigene polisaccaridico. La vaccinazione antitifica non è richiesta per i viaggi internazionali, ma è raccomandata per i viaggiatori diretti in aree dove vi è un rischio riconosciuto di esposizione alla Salmonella Typhi. Il vaccino antitifico non è efficace al 100% per cui è sempre importante un’attenta scelta di cibi e bevande.


IN GRAVIDANZA

La salmonella typhi, se contratta in gravidanza, può essere trasmessa al feto e essere causa di gravi complicazioni fino all'aborto. E’ quindi importante, senza inutili ed ingiustificati allarmismi, che una donna in gravidanza segua scrupolosamente le normali norme igieniche ed eviti tassativamente ogni cibo a rischio.