Malattie

RAGADI ANALI



COSA SONO

Le ragadi anali sono piccole lesioni che interessano la cute del bordo anale, fra l’interno e l’esterno del canale; più di frequente sulla zona posteriore, in prossimità del coccige.


CAUSE

Le ragadi anali sono possono essere causate dai seguenti fattori:

  • diarrea
  • stitichezza
  • abuso di lassativi o il ricorso a manovre digitali per favorire l'evacuazione
  • coito anale ed altre pratiche sessuali incentrate sull'inserimento di oggetti o parti corporee nell'orifizio anale
  • ridotta igiene personale
  • ulcere sulla parete dell’ano formate da malattie infiammatorie croniche dell’intestino (es. morbo di Crohn e colite ulcerosa)
  • infezione sessualmente trasmissibile a livello della parete dell’ano che possono causare la rottura del tessuto (la sifilide, il papilloma virus, l’herpes, la clamidia)
  • in casi rari, una ragade anale può essere segno di tumore

SINTOMI

I sintomi delle ragadi anali possono essere i seguenti:

  • dolore tipo fitte più intense al momento della defecazione, soprattutto di feci dure e voluminose
  • sanguinamento: tracce di sangue rosso vivo nella carta igienica, più raramente segni ematici intorno alle feci
  • bruciore 
  • prurito ed escoriazioni perianali sono sintomi di cronicizzazione
  • eventuale emissione di pus può significare la presenza di ragade-fistola o di ascesso che possono complicare la ragade
  • la stitichezza, se presente, complica la sintomatologia

DURATA

Le lesioni più superficiali possono guarire nel giro di pochi giorni. Nel caso di intervento chirurgico la completa guarigione avviene nel giro di poche settimane, ma il dolore scompare completamente dopo pochi giorni.


DIAGNOSI

La diagnosi delle ragadi anali avviene con le seguenti metodologie:

  • visita proctologica: osservazione dell’ano, divaricando delicatamente i glutei ed esplorazione rettale per escludere la presenza di masse e per valutare il tono sfinteriale
  • anorettoscopia, eseguibile solo se il dolore lo permette, consiste nell’osservazione della parte interna dell’ano e del retto mediante tubi illuminati
  • manometria anorettale con una sonda morbida e perfusa di acqua per stabilire quanto lunga debba essere la sezione dello sfintere interno in caso di intervento chirurgico
  • colonscopia se vi è il sospetto di malattie infiammatorie o neoplastiche
  • esami del sangue per la ricerca di malattie sessualmente trasmissibili
  • esame colturale delle feci
  • tampone rettale

TERAPIA

Se le ragadi anali sono comparse da poco tempo c’è una buona possibilità di guarire con alcuni accorgimenti:

  • dieta ad alto contenuto di scorie (cereali, frutta, verdura). Evitare cibi speziati o piccanti, specie il pepe
  • abbondante assunzione di liquidi
  • corretta igiene anale, evitando l'uso di carta igienica irritante ed eseguendo sempre un lavaggio accurato, ma non troppo prolungato, dell'ano dopo la defecazione
  • bagni tiepidi che danno un sollievo soltanto momentaneo e devono pertanto essere ripetuti con una certa frequenza
  • massaggi anali o dilatazioni con appositi strumenti lubrificati. In molti casi il loro utilizzo regolare consente infatti un lento recupero dell'elasticità sfinteriale
  • applicazione di pomate anestetiche e/o alla Nitroglicerina o Nifedipina

Una ragade che non risponde al trattamento dovrebbe essere rivalutata per verificare se esistono motivi che impediscono la guarigione tra cui la cicatrizzazione o lo spasmo muscolare dello sfintere anale interno, in tal caso l’approccio è subito chirurgico. In caso contrario sono sufficienti integratori di fibre e blandi lassativi, accompagnati da abbondanti quantità d'acqua, sempre su indicazione medica e iniziando con gradualità, per evitare che un eccessivo effetto lassativo si traduca in diarrea, peggiorando il problema.

Qualsiasi sia la reale entità del disturbo, la regolarizzazione dell'intestino è sempre e comunque un fattore fondamentale per favorire la guarigione delle ragadi anali.Talvolta dopo fasi di temporaneo miglioramento, i sintomi tendono a ripresentarsi. In caso di ragadi croniche è necessaria la soluzione chirurgica.