Malattie

PERTOSSE



COS’E’

Definita volgarmente “tosse canina”, la pertosse è una malattia infettiva, molto contagiosa, causata da un batterio, la Bordetella pertussis, che si localizza preferibilmente nelle cellule di rivestimento dell’apparato respiratorio. La diffusione è elevata (50-100% dei soggetti suscettibili) e i soggetti più colpiti sono i bambini fino a 5 anni. Negli adulti sono più frequenti le forme lievi.

L’infezione dà immunità permanente, ma poiché può essere causata anche da altri patogeni come la Bordetella parapertussis, l’infezione può ripetersi più volte. Inoltre l’immunità (protezione nei confronti di ulteriori attacchi della malattia) che deriva sia dall'aver contratto la malattia sia dal vaccino,  declina lentamente nel corso del tempo. Persone che hanno avuto la pertosse da bambini possono, in età adulta o avanzata, andare incontro nuovamente alla malattia, anche se in forma più attenuata e/o atipica. Prima dell’introduzione dei vaccini antipertosse, almeno l’80% delle persone veniva infettato dal batterio della pertosse prima dell’adolescenza. Praticamente tutti sono a rischio di contrarre la pertosse, tranne coloro che sono stati vaccinati o hanno avuto la malattia in tempi relativamente recenti.
I bambini, contrariamente a quanto avviene con altre malattie infettive, sono suscettibili alla pertosse fin dalla nascita. Gli anticorpi materni, anche se presenti, non sembrano in grado di rendere immuni.


INCUBAZIONE

La pertosse ha un'incubazione che può variare da 1 a 3 settimane (con una media di 7-10 giorni)


CONTAGIO

La trasmissione della pertosse avviene da malato a sano attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando. Chi è affetto da pertosse è contagioso dall'inizio del periodo catarrale fino a tre settimane dall'inizio della fase convulsiva.

Per la pertosse non si ammette l’esistenza di “portatori sani” (persone che senza essere malate ospitano e diffondono l’agente patogeno) ma solo di malati in forma atipica o asintomatica.


SINTOMI

La pertosse presenta una fase catarrale e una parossistica. La convalescenza dura 1-2 settimane. Nella sua forma tipica la pertosse si manifesta in 3 fasi della durata media di 2 settimane:

1° Fase Catarrale di 1-2 settimane:

  • febbricola
  • sintomi respiratori
  • tosse resistente ai sedativi, che insorge durante la notte

2° Fase Parossistica di 2-4 o più settimane:

  • accessi di tosse spasmodica (serie di colpi di tosse secchi, ravvicinati, seguiti da tipica e rumorosa inspirazione forzata a glottide chiusa)
  • nuova serie di colpi di tosse, ulteriore inspirazione rumorosa e emissione di un blocchetto di muco denso, trasparente
  • durante l’accesso il paziente è sofferente, la faccia congesta, edematosa, gli occhi iniettati, lacrimanti, la lingua protrusa, esposta al morso e alla rottura del frenulo
  • Alla fine dell’accesso frequente il vomito (negli intervalli il paziente sta bene)

3° Fase di convalescenza


DURATA

La pertosse non complicata dura circa da 6 a 10 settimane.


DIAGNOSI

La pertosse in presenza di clinica compatibile, si basa sull'emocromo (linfocitosi) e sul dosaggio degli anticorpi anti pertosse. La prognosi è riservata solo nei primi 2 anni di vita. La maggior parte dei decessi (70% dei casi) si verifica nel primo anno di vita.


TERAPIA

La terapia per la pertosse è antibiotica con macrolidi per 14 giorni, è da somministrare nella fase iniziale, altrimenti non sono utili. Utile il riposo, in ambiente tranquillo e confortevole: gli attacchi di tosse, oltre che dall'esercizio fisico, dallo sbadiglio o da starnuti, possono essere provocati da stimoli esterni improvvisi.


COMPLICANZE

La pertosse è una malattia particolarmente pericolosa nei bambini molto piccoli, al di sotto del primo anno di vita, in cui può essere responsabile di gravi complicazioni, spesso con conseguenze invalidanti permanenti, quali:

  • le emorragie sottocongiuntivali
  • epistassi causate direttamente dai colpi di tosse
  • le otiti medie purulente (solitamente per sovrapposizione di un’altra infezione batterica)
  • le polmoniti e le broncopolmoniti (fino al 12% dei casi)
  • altre patologie polmonari quali: atelettasie, enfisema, pneumotorace spontaneo
  • encefalopatia: le complicazioni più gravi dovute sia alla scarsa ossigenazione del sangue durante gli accessi di tosse, sia all’azione diretta della tossina pertossica e si manifestano in circa il 5% dei casi.

La letalità delle pertosse non complicata nei Paesi industrializzati è in generale molto bassa, ma continua ad essere elevata nei Paesi in via di sviluppo. La letalità dell’encefalopatia pertossica invece può arrivare al 30% e circa la metà dei sopravvissuti subisce danni neurologici permanenti.


PREVENZIONE

Per prevenire la pertosse è disponibile un  vaccino "acellulare" (DTaP), contenente cioè soltanto alcuni componenti del batterio. Questo nuovo vaccino, rispetto al vecchio preparato ottenuto con cellule batteriche intere, provoca un minor numero di reazioni nei vaccinati, pur conservando una elevata efficacia protettiva.

Il vaccino antipertossico è solitamente combinato con il vaccino antitetanico e antidifterico (DTaP) al quale si accomuna per modo e calendario di somministrazione.  Per l'immunizzazione dei nuovi nati, di solito oggi, viene utilizzato il vaccino esavalente che oltre a proteggere contro la pertosse previene anche il tetano, la difterite, la poliomielite, l’epatite virale B, e le infezioni invasive da HIB.