Malattie

ORECCHIONI



COS’E’

Definita comunemente "orecchioni", la parotite è una malattia infettiva causata da un virus a RNA appartenente al genere Rubulavirus della famiglia Paramyxovirus, che si localizza a livello delle prime vie aeree (faringe, laringe e trachea) e delle ghiandole salivari provocando una tumefazione dolorosa.

La parotite è endemica soprattutto nelle aree urbane ed insorge prevalentemente negli ultimi mesi invernali ed in primavera colpendo soprattutto la fascia d’età  tra i 5 e i 15 anni, mentre è piuttosto rara al di sotto dei 2 anni.


INCUBAZIONE

L'incubazione della parotite (orecchioni) varia da 12 a 25 giorni.


CONTAGIO

Il virus della parotite (orecchioni) ha una trasmissione orale, cioè è trasmesso tramite le goccioline di saliva o per mezzo di oggetti contaminati da saliva infetta. Si è contagiosi da  2 giorni prima dell’inizio della malattia (ma può esserlo anche 7 gg prima) fino a 5 giorni dopo la comparsa della malattia (ma si può arrivare anche a 9 gg). L’infettività è massima nelle 48 ore precedenti la comparsa dei segni clinici della malattia.


SINTOMI

La parotite (orecchioni) si manifesta presentando i seguenti sintomi:

  • insorgenza improvvisa, con un gonfiore tra l’orecchio e la mandibola che nel 75% dei casi, dopo alcuni giorni compare anche dall’altra parte.
  • febbre, anche alta
  • disturbi aspecifici come dolori muscolari, cefalea, malessere
  • difficoltà a masticare e deglutire

Premendo sull'angolo della mandibola si ha sensazione dolorosa ancor prima che si manifesti la tumefazione; questa  in un paio di giorni sposta in fuori e verso l’alto il lobo dell’orecchio. Può essere associato rigonfiamento del viso e del collo.


DURATA

Fase prodromica, cioè l'insieme di segni e sintomi che precede la manifestazione clinica caratteristica della parotite, dura 1-3 giorni. La fase acuta dura 7-12 giorni.


DIAGNOSI

La diagnosi della parotite è in genere clinica e  può essere confermata dalla ricerca degli anticorpi specifici del virus nel sangue. 


TERAPIA

Essendo la parotite una patologia virale non vi sono farmaci specifici. Utile il riposo finché la febbre scompare eventualmente somministrando antipiretici. L’alimentazione può consistere in cibi semiliquidi (brodo, passati di verdura) e bevande fresche evitando quelle acide (spremute).


COMPLICANZE

La parotite può dare origine alle seguenti complicanze:

  • Meningoencefalomielite: la cefalea è frequente e può essere associata  a segni meningei o più raramente a convulsioni e sonnolenza. Di solito i sintomi nervosi regrediscono ma talvolta può permanere una sordità nervosa unilaterale, paralisi facciale o polinevrite
  • Pancreatite: raramente si può avere improvvisamente mal di stomaco nausea e vomito. Utile in tal caso dosare nel sangue le amilasi e le lipasi
  • Orchite, epididimite: più rara prima della pubertà, sono  più frequenti negli adolescenti e negli adulti. L’orchite di solito si presenta circa 8 giorni dopo la localizzazione virale alle ghiandole salivari, ma può anche presentarsi come manifestazione iniziale: nel 30% dei casi sono colpiti entrambi i testicoli. Il testicolo appare tumefatto, con rigonfiamento dello scroto che appare anche edematoso ed arrossato. La durata è di circa 4 giorni e in circa 1/3 dei casi segue atrofia del testicolo colpito e solo il 13% dei casi può avere compromissione della fertilità.

PREVENZIONE

La parotite si può prevenire vaccinando i bambini verso il 13° mese con un richiamo tra i 4 e i 6 anni. Il vaccino va somministrato dopo i 12 mesi perchè la maggior parte dei neonati è protetto per i primi mesi di vita dagli anticorpi materni. Questi interferiscono con la vaccinazione, rendendola inefficace. Il vaccino conferisce immunità permanente.  È disponibile in forma monovalente o trivalente (comunemente utilizzata), cioè associata con i vaccini antimorbillo e antirosolia (Mpr).


SCUOLA E SPORT

In caso di parotite, è previsto l'isolamento in casa fino a guarigione clinica dopo circa 9 giorni dalla comparsa della tumefazione delle ghiandole salivari. Dopo tale periodo si possono riprendere le attività scolastiche/lavorative e sportive.


IN GRAVIDANZA

L’infezione da parotite contratta nel I° trimestre causa un aumento delle percentuali di aborto (25% nel 1° trimestre) mentre è dibattuta l’eventualità di malformazioni fetali conseguenti a passaggio transplacentare del virus. Anche in gravidanza la terapia è affidata ad antipiretici, riposo a letto e dieta semiliquida.