Malattie

MORBO DI CROHN



COS’E

Il Morbo di Crohn è una malattia caratterizzata da un’infiammazione cronica dell’intestino, che può colpire tutto il tratto gastrointestinale anche se in circa il 90% dei casi, interessa  maggiormente l’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) e il colon. 

Si può manifestare a qualsiasi età, tuttavia l’incidenza è più elevata tra i 15 e i 35 anni. Uomini e donne ne sono colpiti in egual misura. Negli ultimi anni si è osservato un aumento della incidenza della malattia, soprattutto nell’età pediatrica. Si calcola infatti che oggi circa il 20% dei casi interessi i bambini e gli adolescenti.


CAUSE

Le cause del Morbo di Crohn non sono note. Sembra che una combinazione di fattori, quali la predisposizione genetica, fattori ambientali, fumo di sigaretta, alterazioni della flora batterica intestinale e della risposta immunitaria, possano scatenare l’infiammazione intestinale. Infatti le cellule del sistema immunitario “attaccano” l’intestino perpetuando l’infiammazione. Anche se alcuni geni sembrano essere coinvolti, non è una malattia ereditaria, né genetica.


SINTOMI

Il morbo di Crohn può manifestarsi in maniera diversa a seconda delle localizzazioni intestinali. I sintomi all’esordio sono in genere aspecifici: dolore addominale associato ad irregolarità dell’alvo con alternanza di stipsi e diarrea, talora febbre. La maggior parte delle volte può manifestarsi con diarrea cronica (cioè che persiste per più di 4 settimane), spesso notturna, associata a dolori e crampi addominali, talvolta con perdite di sangue misto alle feci, e con febbricola che insorge alla sera, oppure con dolori articolari, o con altre manifestazioni non intestinali. Spesso ci può essere un calo di peso importante. A volte, si può manifestare a livello anale con fistole o raccolte di pus (ascessi).

In circa un terzo dei casi possono essere presenti manifestazioni extraintestinali per interessamento dell’occhio (uveite ed episclerite), delle articolazioni (artrite), della cute (eritema nodoso) e del fegato (alterazioni degli indici di colestasi).


DIAGNOSI

La diagnosi del Morbo di Crohn si basa sui sintomi caratteristici e può essere confermata da:

  • esami radiografici eseguiti con mezzo di contrasto (bario), per os o mediante clisma
  • è fondamentale l’esame endoscopico, in particolare la colonscopia estesa all'ultima ansa ileale, che consente di studiare tutto il grosso intestino (colon) e l’ultimo tratto dell’ileo, che frequentemente è coinvolto nella malattia
  • la tac, oltre all'esame del tubo digerente, consente l'identificazione di complicanze ad altri organi

TERAPIA

Non esiste una cura per il Morbo di Crohn. L’approccio varia in base alla gravità, sebbene l’obiettivo rimanga quello di ridurre l’infiammazione. Nella fase acuta è certamente utile il cortisone utilizzato anche a dosi elevate e protratto per diverse settimane, la terapia antibiotica e infusionale per squilibri idroelettrolitici e proteici. Si può ricorre alla chirurgia in casi molti gravi, quando la malattia evolve verso complicanze di tipo stenotico, ovvero ostruzioni intestinali di tipo fibrotico, o di tipo fistoloso, laddove si venga a creare una comunicazione diretta dell’intestino con altri visceri o direttamente con la cute.

Da ricordare, infine, che una delle più importanti prescrizioni è smettere di fumare. La dieta deve essere ricca di calorie e di vitamine ed escludere cibi irritanti come grassi e latte. Nelle forme più gravi e complicate, sono indicate diete con formulazioni precise e prescritte da un dietologo.


COMPLICANZE

Il Morbo di Crohn può portare alle seguenti complicanze:

  • malassorbimento con possibilità di deperimento organico ed elettrolitico
  • emorragie
  • evoluzione maligna