Malattie

MORBILLO



COS’E’

Il morbillo è una malattia esantematica infettiva causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae). 


INCUBAZIONE

Il periodo di incubazione del morbillo è di circa 10 giorni: inizia quando il virus entra nell'organismo e finisce quando compare la febbre. La contagiosità si protrae fino a 5 giorni dopo l’eruzione cutanea.


CONTAGIO

Il morbillo è molto contagioso; si trasmette attraverso le goccioline di saliva emesse con tosse, starnuti o anche parlando. Non è trasmesso dagli animali e non esistono portatori sani. Colpisce principalmente i bambini in età scolare e prescolare e ha la sua massima incidenza alla fine dell’inverno e durante la primavera. Una volta contratto dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita.


SINTOMI

I sintomi del morbillo si possono distinguere in 4 diverse fasi:

  1. INCUBAZIONE: Questa fase è contraddistinta dall'assenza di sintomi.
  2. FASE SIMIL-INFLUENZALE: Fase contraddistinta da malessere, febbre, tosse secca, congiuntivite, raffreddore. Successivamente appaiono dei puntini bianchi all'interno della bocca, il così detto segno di Köplik (piccoli segni bianchi sulla mucosa all'interno delle guance in corrispondenza dei molari inferiori), che spariscono 2 giorni dopo l’inizio dell’esantema. Dopo 3 giorni la febbre inizia a salire e compare l’esantema (eruzione cutanea).
  3. FASE ESANTEMATICA. La fase esantematica inizia dopo 14 giorni dal contagio. È caratterizzata da un esantema con elementi tondeggianti, poco in rilievo, di colore rosa pallido. Inizia dietro le orecchie e all'attaccatura dei capelli per poi espandersi successivamente a tutto il corpo con macchie che diventano numerose, soprattutto al tronco e all'attaccatura degli arti, tendono a confluire e assumere un colore rosso vinoso. La febbre cessa quando l’esantema si è diffuso su tutto il corpo.
  4. FASE DI RISOLUZIONE: L’esantema scompare dopo 5-6 giorni iniziando dalla testa ma permane una desquamazione cutanea. La tosse può durare a lungo.

DURATA

La durata complessiva del morbillo va dai 10 ai 20 giorni.


DIAGNOSI

La diagnosi del morbillo viene fatto su base clinica.


TERAPIA

Poiché il morbillo è causato da un virus, non vi è alcun trattamento medico specifico e l’infezione deve fare il suo corso. Si possono però  trattare i sintomi (terapia sintomatica): paracetamolo per abbassare la febbre, sciroppi per la tosse, gocce per gli occhi, è necessario riposo e adeguata idratazione oltre all'isolamento per evitare di diffondere l’infezione. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’UNICEF raccomandano inoltre la somministrazione di vitamina A in pazienti di età tra 6 mesi e 2 anni ospedalizzati per morbillo o per le sue complicanze, soprattutto se con fattori di rischio.


COMPLICANZE

Le complicazioni sono relativamente rare, ma il morbillo è responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse. 

Complicanze:

  • respiratorie: otiti laringiti, broncopolmoniti batteriche e polmoniti interstiziali
  • neurologiche: (molto più rare ma più infauste) encefalite acuta (1 caso su 1000), panencefalite sclerosante subacuta (10 casi per milione)
  • altre complicanze rare:cardiache, oculari, porpora piastrinopenica, linfoadenopatia mesenterica

PREVENZIONE

Il vaccino contro il morbillo, non obbligatorio in Italia, è disponibile solo nella forma trivalente, cioè associata con i vaccini antirosolia e antiparotite, e ha un’efficacia del 98 – 99 %. Si consiglia una prima dose prima dei 24 mesi, preferibilmente al 12°-15° mese, con un richiamo verso 5-6 anni o 11-12 anni.


NEONATI

Fino al 6°-9° mese, il neonato può essere protetto contro il morbillo dagli anticorpi che gli vengono dalla madre se questa è immunizzata. La durata di immunizzazione del neonato è inferiore se la madre è stata immunizzata da un vaccino e non dal morbillo stesso.


SCUOLA E SPORT

La legge italiana prevede la riammissione a scuola dopo 5 giorni dalla comparsa delle prime manifestazioni cutanee.


IN GRAVIDANZA

Se si contrae il morbillo  nei primi mesi di gravidanza, aumenta il rischio di aborto spontaneo. L’infezione fetale è invece rara. Se la gestante si ammala nelle ultime 2-3 settimane di gravidanza è possibile che il bambino abbia il morbillo nei primi giorni di vita.

La prevenzione consiste nell'evitare i contatti a rischio.

In gravidanza non va eseguita la vaccinazione anti-morbillo (vaccino costituito da virus vivi attenuati). Se una gravida non vaccinata si trova esposta al rischio di contagio è bene somministrare anticorpi specifici contro il virus del morbillo.