Malattie

GASTROENTERITE



COS’E

Gastroenterite è un termine poco specifico che indica una  patologia infiammatoria, acuta o cronica , che interessa stomaco e intestino tenue. Nel caso in cui invece è coinvolto anche l’intestino crasso si parla di gastroenterocolite. Nel linguaggio comune, la gastroenterite viene spesso erroneamente indicata con il termine “influenza intestinale”.

La gastroenterite è una malattia molto comune: nei Paesi industrializzati si stima un’incidenza della patologia che va da 1,2 a 1,9 episodi/persona all’anno (nei soggetti di età inferiore ai tre anni la frequenza degli episodi è circa 2,5 episodi all’anno), mentre nei Paesi in via di sviluppo si registra un’incidenza decisamente superiore (più di 10 episodi/persona all’anno nella fascia di popolazione più giovane).


CAUSE

La gastroenterite può essere di origine batterica, virale, da protozoi o elminti. Nei bambini, generalmente, la gastroenterite riconosce un’eziologia virale; il virus più frequentemente coinvolto è il rotavirus. Quando invece l’origine è batterica, i batteri più spesso responsabili di gastroenterite nei bambini sono la Salmonella, la Shighella, l’Escherichia coli e il Campylobacter.  Negli adulti invece la gastroenterite virale è solitamente dovuta ai norovirus. L’origine batterica della gastroenterite può essere suggerita dalla presenza di febbre superiore a 40°C e/o sangue nelle feci; la presenza di vomito e sintomi respiratori suggerisce più spesso un’origine virale. Esistono però anche cause non infettive: gastroenterite da farmaci, da alimenti o da altre manifestazioni infiammatorie non infettive dell’intestino. 


INCUBAZIONE

Il periodo di incubazione della gastroenterite dipende dal germe responsabile, in genere nelle forme virali dura da 1 a 3 giorni.


CONTAGIO

La trasmissione dell’infezione può avvenire per contatto diretto mani-bocca con soggetti malati o portatori (contagio interpersonale) o per contatto con superfici o oggetti contaminati. Molti agenti patogeni hanno un serbatoio animale e  per questo la trasmissione dell’infezione può avvenire per contatto diretto via mani-bocca con animali domestici malati o portatori o, indirettamente, a seguito dell’ingestione di alimenti e/o acqua contaminati.


SINTOMI

I sintomi della gastroenterite possono essere:

  • diarrea acquosa
  • crampi e dolore addominali
  • nausea e/o vomito
  • dolori muscolari o mal di testa
  • febbre in genere lieve

DURATA

In genere i sintomi della gastroenterite cominciano 1-2 giorni dopo il contagio e possono durare da 1 a 10 giorni, a seconda del microrganismo responsabile.


DIAGNOSI

Generalmente la diagnosi della gastroenterite si basa sui sintomi, sulla visita e, in alcuni casi, sulla presenza di episodi simili nell'ambito della comunità. L’esame delle feci può individuare il rotavirus o il norovirus, ma non esistono esami in grado di individuare gli altri virus responsabili della gastroenterite. In alcuni casi può essere utile l’ esame completo delle feci, per escludere la possibilità di un’infezione causata da batteri o parassiti.


TERAPIA

Non esiste una vera e proprio terapia per la gastroenterite. Si possono somministrare probiotici e fermenti lattici in grado di migliorare l’equilibrio della microflora batterica intestinale e aiutare a combattere la diarrea. I farmaci  anti-diarroici vanno assolutamente evitati nei bambini, nelle forme con dolori addominali, o se è presente sangue nelle feci. 

Nelle forme più gravi con presenza di disidratazione, invece, occorre intervenire subito con la somministrazione di soluzioni reidratanti e di abbondanti liquidi o, nei casi più gravi, con il ricovero in ospedale e la somministrazione di soluzioni contenenti elettroliti per via endovenosa. Nei casi più gravi, ma non nelle forme ad eziologia virale,  così come nelle persone più a rischio (bambini molto piccoli,anziani, soggetti immunocompromessi ecc), possono essere prescritti antibiotici.


COMPLICANZE

Le gastroenteriti, almeno nei Paesi industrializzati sono forme in genere a risoluzione spontanea, che non lasciano conseguenze. Infatti solo il 10% delle persone colpite si rivolge al medico e solo il 7% di queste vengono ricoverate per conseguenze legate alla malattia. 

L’unica complicanza importante è la disidratazione, cioè la grave perdita di acqua e di sali minerali essenziali, che può interessare neonati, anziani e persone con problemi a carico del sistema immunitario.


PREVENZIONE

Prevenire in senso assoluto la gastroenterite è impossibile, si possono e si devono però usare misure igieniche e comportamentali:

  • lavare sempre bene le mani dopo essere stato in bagno e prima di mangiare o manipolare del cibo
  • pulire la toilette e disinfettare il coperchio e la seduta del water dopo un episodio di vomito o una scarica di diarrea
  • conservare e cucinare attentamente i cibi tenendo la temperatura del frigorifero tra 1 e 4°C
  • se si viaggia in zone con scarse condizioni igieniche, bere solo acqua in bottiglia, non consumare verdure crude e frutta sbucciata, evitare il ghiaccio

SCUOLA E SPORT

In caso di diarrea infettiva le norme sanitarie regionali prevedono la riammissione in comunità 24 ore dopo l’ultima scarica diarroica. In caso di coprocoltura positiva alla Salmonella, quando il bambino è asintomatico (cioè quando le feci sono formate), non c'è necessità di ripetere la coprocoltura e tantomeno di attendere la sua negativizzazione. Le stesse norme prevedono che il personale degli Asili Nido e della Scuola dell’Infanzia sia tenuto ad allontanare il bambino nel caso questi presenti tre scariche liquide in 3 ore.


IN GRAVIDANZA

La gastroenterite non fa male al bambino, gli unici rischi derivano da un’eventuale disidratazione materna per cui nei casi gravi si ricorre all’idratazione endovenosa. Per prevenire la perdita di liquidi a causa delle scariche diarroiche è opportuno consumare bevande o soluzioni saline. La dieta in bianco e l’assunzione di fermenti lattici sono gli unici alleati in tema di terapia: molti antidiarroici infatti sono sconsigliati soprattutto nel I trimestre.