Malattie

FIBROMA UTERINO



COS’E’

Il fibromioma, più frequentemente conosciuto come fibroma uterino è un tumore benigno della parete muscolare dell’utero detta miometrio il cui diametro può variare da pochi millimetri fino a 20 cm. In base alla loro localizzazione, si possono distinguere tre tipologie: i fibromi sottosierosi, che crescono sulla parete esterna dell’utero, quindi al di fuori della cavità uterina; gli intramurali, che si sviluppano nello spessore della struttura muscolare; i sottomucosi, che  crescono all'interno della cavità uterina. Alcuni fibromi crescono attaccandosi a piccoli peduncoli sulla superficie interna oppure su quella esterna dell’utero. Vengono definiti fibromi peduncolati.

Le statistiche mediche registrano un'incidenza di fibroma nel 15-30% delle donne di età compresa tra i 30 e i 50 anni, ma sembra che tale tasso di incidenza sia sottostimato. 


CAUSE

Per il fibroma uterino esistono diversi fattori di rischio oltre al fatto di essere in età fertile:

  • familiarità:  si hanno maggiori probabilità di avere un fibroma se lo hanno avuto la madre o una sorella
  • razza: le donne nere hanno maggiori probabilità di soffrire di fibromi rispetto alle donne di altri gruppi razziali;  si ammalano inoltre ad un età inferiore e hanno maggiori probabilità di sviluppare fibromi più grandi oppure più di un fibroma
  • contraccettivi orali:  le donne che assumono contraccettivi orali hanno minori probabilità di soffrire di fibromi, eccetto  quelle che hanno iniziato la terapia contraccettiva orale tra i 13 e i 16 anni

SINTOMI

La maggior parte dei fibromi uterini è asintomatica, soprattutto i sottosierosi, il che significa che le donne non lamentano sintomi di alcun genere.  In altri casi, invece, si possono avere:

  • mestruazioni abbondanti e prolungate: possono durare per una settimana o più con conseguente anemia
  • dolore o pressione nella zona pelvica
  • minzione frequente o difficoltà a svuotare la vescica
  • costipazione
  • mal di schiena o male alle gambe
  • stipsi 

DIAGNOSI

Un controllo ginecologico periodico (raccomandato annualmente) è indispensabile per tenere sotto controllo non solo i fibromi uterini, ma anche tutte le varie patologie che possono colpire l'apparato genitale femminile. 

Esami strumentali sono:

  • ecografia pelvica per chiarire la localizzazione, il volume ed il numero dei fibromi all'utero
  • ecografia trans vaginale  che definisce in modo migliore la morfologia del fibroma. Quest'ultima è però sconsigliata per i fibromi di grosso calibro, poiché la sonda non riesce a raggiungere tutte le zone dell'utero, “nascoste” dal fibroma.
  • risonanza magnetica.

In alcuni casi si  ricorre a una combinazione di queste tecniche. 

A volte, però, l’unico modo per accertare la presenza di un fibroma uterino è l’intervento chirurgico:

  • Laparoscopia: viene praticata una piccola incisione nell’addome, dopo averlo gonfiato con un gas innocuo; usando poi una piccola telecamera con una fonte luminosa al suo interno, si può osservare se ci sono dei fibromi
  • Isteroscopia: viene eseguita inserendo nella vagina un tubicino alla cui estremità c’è una telecamera: in questo modo si può vedere se ci sono dei fibromi nell'utero.

TERAPIA

Non esiste una terapia per i fibromi uterini che valga per tutte le pazienti e si riveli la migliore in tutti i casi, esistono invece diverse possibilità di terapia. Nella maggior parte dei casi la miglior cosa da fare è tenerli sotto controllo perché:

  • i fibromi sono tumori non cancerosi
  • interferiscono con la gravidanza solo in rarissimi casi
  • di solito crescono lentamente e tendono a rimpicciolirsi dopo la menopausa quando i livelli di ormoni riproduttivi diminuiscono

Terapia farmacologia

I farmaci contro i fibromi uterini hanno come bersaglio gli ormoni che regolano il ciclo mestruale e servono per curare i sintomi come le mestruazioni abbondanti e il dolore pelvico. Non eliminano i fibromi, ma possono rimpicciolirli.

Terapia chirurgica

La terapia chirurgicca consiste in:

  • miomectomia: semplice asportazione di uno o più fibromi, conservando quindi l’utero.Tale scelta è abitualmente da privilegiare per fibromi di piccole dimensioni e quando la paziente è in età fertile
  • isterectomia: asportazione totale dell’utero. Tale scelta è più indicata nella paziente in età peri- o postmenopausale, ed in quei casi più complessi come la presenza di miomi multipli e/o voluminosi

COMPLICANZE

I fibromi uterini di solito non sono pericolosi, ma possono provocare disagi ed essere causa di anemia dovuta alle mestruazioni abbondanti. In rari casi i fibromi peduncolati si possono torcere provocando un dolore improvviso e acutissimo al basso ventre. In questo caso è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso e probabilmente sarà necessario l’intervento chirurgico in urgenza. 

In caso di gravidanza, le complicanze sono rare, ma è necessario un controllo assiduo per verificare eventuali variazioni di volume, la sua sede rispetto all’inserzione della placenta e, a fine gravidanza, rispetto alla posizione del feto. La menopausa provoca, nella maggior parte dei casi, una riduzione di volume dei fibromi.


PREVENZIONE

Non vi sono ancora tecniche di prevenzione sicure per i fibromi uterini.


IN GRAVIDANZA

Di solito i fibromi uterini non interferiscono né con il concepimento né con la gravidanza. Tuttavia, in rari casi, possono deformare o bloccare le tube di Falloppio oppure ostacolare il passaggio dello sperma dalla cervice alle tube. I fibromi submucosi possono impedire l’impianto e la crescita dell’embrione.

Le donne incinte che hanno un fibroma potrebbero presentare rischi leggermente più alti di aborto spontaneo, travaglio e parto prematuro, anomalie della posizione fetale e distacco della placenta dalle pareti uterine, ma le complicazioni variano a seconda del numero, delle dimensioni e della posizione dei fibromi. I fibromi multipli e i fibromi submucosi di grandi dimensioni che deformano la cavità uterina sono quelli che con maggiori probabilità possono causare problemi. Una complicazione più frequente durante la gravidanza è il dolore localizzato che di solito si manifesta tra il primo e il secondo trimestre. Normalmente può essere curato con dei semplici analgesici. Di solito i fibromi non vengono rimossi durante il taglio cesareo, perché il rischio di emorragia sarebbe troppo alto.