Malattie

EPATITE B



COS’E’

Si tratta di una infiammazione acuta del fegato dovuta al  virus dell’epatite B (HepaDNA virus).


INCUBAZIONE

L'incubazione del virus dell'epatite B va da un periodo di poche settimane a 5-6 mesi.


CONTAGIO

Il contagio da epatite B può avvenire  tramite liquidi biologici (sangue, sperma e secrezioni vaginali), nonché da madre a bambino durante e subito dopo il parto.

Si è a rischio di contrarre l’epatite B nel caso di:

  • esposizione a sangue o secrezioni corporee sul lavoro
  • convivenza con una persona infetta
  • rapporti sessuali non protetti con una persona infetta
  • più di un partner sessuale
  • uso di droghe per via iniettiva
  • emofilia
  • esecuzione di tatuaggi in condizioni non sterili
  • soggiorno per più di qualche mese in Paesi in cui l’epatite B è diffusa
  • dialisi

SINTOMI

Molte persone con epatite B acuta e la maggioranza di quelle con la forma cronica non presentano sintomi. I sintomi caratteristici dell’epatite B appaiono normalmente 12 settimane dopo il contagio e possono esordire in modo più o meno grave. I sintomi più comuni sono:

  • affaticamento
  • febbre
  • perdita di appetito e nausea
  • mal di testa
  • dolori muscolari
  • dolore addominale (in corrispondenza del fegato)
  • urine scure
  • feci chiare
  • ittero

DURATA

L'epatite B ha generalmente una breve durata  e senza conseguenze. Non è possibile contrarre nuovamente l’infezione.


DIAGNOSI

La diagnosi dell'epatite B viene effettuata mediante un esame del sangue che valuta la presenza dell’antigene di superficie dell’epatite B (HBsAg) e degli anticorpi IgM per l’antigene core dell’epatite B (anti-HBc IgM). Gli anticorpi si sviluppano nel sangue nelle prime fasi di infezione.


ESAMI DI LABORATORIO:

  • aumento delle  transaminasi
  • aumento della bilirubina
  • ipoglicemia per  nausea e vomito protratti e per  scarso apporto glucidico

TERAPIA

La maggioranza dei pazienti con epatite Bguarisce entro 6 mesi senza conseguenze. Questa forma prende il nome di epatite B acuta. Per curare l’epatite B acuta non vengono usati farmaci, perché generalmente la malattia si risolve da sola. In caso di diagnosi di epatite B acuta, è importante contattare il medico ed eseguire esami del sangue periodici che possano dimostrare che l’organismo ha eliminato il virus. Una volta eliminato il virus, non è possibile ammalarsi nuovamente.

Una minoranza dei pazienti non riesce a eliminare il virus dall’organismo e manifesta una forma di epatite B cronica della malattia, che può portare a conseguenze anche gravi, quali fibrosi, cirrosi, insufficienza epatica e tumore del fegato

In caso di epatite B acuta, si suggerisce di:

  • ridurre il carico delle attività quotidiane per compensare la perdita di energie
  • seguire una dieta equilibrata e ricca di liquidi
  • evitare il consumo di alcol, che può danneggiare ulteriormente il fegato
  • evitare l'assunzione di farmaci, perché in questa condizione il fegato non riesce a funzionare in modo corretto e a degradare adeguatamente queste sostanze

In caso di epatite B cronica, i farmaci attualmente approvati in Italia e che possono essere prescritti solo da Centri Ospedalieri o Universitari, sono:

  • interferone alfa 
  • lamivudina

COMPLICANZE

L'epatite B può dare origine ad alcune complicanze nel caso in cui si abbia una cronicizzazione dell’epatite,ovvero una situazione in cui l’infiammazione a livello epatico continua senza miglioramento per almeno 6 mesi. La progressione è evidenziata dalla persistenza di anormalità degli indici di funzionalità epatica e dal quadro istologico.

A causa dell’infiammazione cronica del fegato l’epatite B può progredire divenendo cirrosi o può essere la causa di tumore del fegato


PREVENZIONE

L'epatite B si può prevenire tramite vaccinazione. Attualmente in Italia vengono vaccinati tutti i neonati, mentre per quanto riguarda gli adulti la vaccinazione è raccomandata alle persone appartenenti a categorie a rischio, quali:

  • lavoratori in strutture di cura e in pronto soccorso
  • pazienti in dialisi
  • pazienti con malattie croniche del fegato
  • personale militare
  • detenuti
  • soggetti con partner sessuali multipli;
  • omosessuali maschi
  • tossicodipendenti (droghe per via iniettiva)
  • partner sessuali e conviventi di persone malate
  • viaggiatori che contano di avere stretti contatti con residenti in Paesi o regioni con infezione da epatite B endemica

IN GRAVIDANZA

Nel caso in cui una donna in gravidanza sia positiva al virus dell’epatite B, il neonato riceverà un’iniezione di immunoglobuline subito dopo il parto che lo aiuteranno a proteggersi temporaneamente dall'infezione. Il neonato deve anche ricevere il vaccino per l’epatite B alla nascita, dopo 1 o 2 mesi e a 6 mesi. Se l’esame del sangue effettuato a 9-18 mesi risulta negativo per l’infezione da virus dell’epatite B, si procede alla somministrazione di una quarta dose di vaccino.