Malattie

DIARREA



COS’E’

La diarrea è  la defecazione  frequente, ovvero l’emissione di feci liquide o acquose, di solito dovuta a  infezioni gastrointestinali sostenute da virus, batteri o parassiti.


CAUSE

La diarrea può essere causata da diversi fattori quali:

  • Infezioni batteriche: Campilobacter Jejuni; Salmonella (nei paesi industrializzati questi batteri sono responsabili di grave intossicazione alimentare, soprattutto nei mesi estivi); Escherichia Coli (responsabile di diarrea protratta nel tempo, talora muco-ematica); Shigella (le infezioni da shigella definite shigellosi si diffondono con facilità nell'ambito famigliare, negli ospedali e nelle scuole dell’infanzia. I bambini dai 2 ai 4 anni hanno le maggiori probabilità di essere colpiti dall’infezione); Yersinia; Staphilococco (in genere si tratta di tossinfezione alimentare per ingestione di tossine presenti negli alimenti). Le forme batteriche sono meno frequenti delle virali, ma più gravi
  • Infezioni virali: I microrganismi maggiormente in causa quando si parla di diarrea sono i virus soprattutto  rotavirus  e gli adenovirus, ma anche Norovirus, Astrovirus e Calicivirus 
  • Parassiti: fra i parassiti troviamo la Giardia (l’infezione è definita giardiasi) che si diffonde facilmente attraverso gli ambienti e l’acqua contaminata, specialmente nei parchi acquatici e nelle piscine. Un altro parassita responsabile di diarrea è il Cryptosporidium presente soprattutto nell’acqua, più o meno potabile; causa epidemie di diarrea nelle scuole e negli altri luoghi pubblici ed è responsabile di scariche di diarrea acquosa che possono durare per due settimane o anche di più
  • Intolleranze alimentari: intolleranze a diversi tipi di alimenti
  • Reazione ai farmaci: antibiotici, antiipertensivi, chemioterapici ed antiacidi contenenti magnesio possono provocare diarrea
  • Malattie intestinali: malattie infiammatorie intestinali, colite, morbo di Crohn e malattia celiaca spesso portano alla diarrea
  • Disturbi funzionali all'intestino: la diarrea può essere un sintomo della sindrome da colon irritabile.

INCUBAZIONE

Il periodo d’incubazione della diarrea dipende dal microorganismo che causa la malattia e dalla capacità di difesa del sistema immunitario della persona infetta.


CONTAGIO

Le infezioni che causano la diarrea sono altamente contagiose: nella maggior parte dei casi non si risolve finché c’è almeno una persona malata e alcune infezioni possono rimanere contagiose anche per più tempo. La trasmissione dei germi come sempre avviene  attraverso mani poco pulite, alimenti o acqua contaminati,alcuni animali, il contatto diretto con escrementi (ad esempio con pannolini sporchi o con la superficie del gabinetto). Non rari però sono gli episodi non infettivi ma da riferire a colpi di freddo o a manifestazioni psicosomatiche.


DURATA

Durata della diarrea:

  • diarrea acuta: quando si hanno 3 o più scariche diarroiche nell'arco di 24 ore
  • diarrea persistente: quando gli episodi di diarrea durano oltre 14 giorni
  • diarrea cronica: quando la durata è superiore ad un mese; questa  può essere indice di allergie a determinati alimenti o intolleranza al lattosio, glutine o latte; spia di malassorbimento su base genetica, di malattie del tratto gastrointestinale, come la celiachia, di fibrosi cistica

DIAGNOSI

La diagnosi della diarrea si basa sui sintomi, sull’esame fisico del paziente, e talvolta sulla presenza di altri pazienti affetti da identica patologia nel contesto in cui il paziente vive. E’ possibile inoltre effettuare una diagnosi attraverso test in grado di rilevare, nelle feci virus o parassiti (coprocultura).


TERAPIA

Nel caso di diarrea non esiste una vera e propria terapia ma il più importante obiettivo sia per  bambini e che per gli adulti è quello di prevenire la grave perdita di liquidi ovvero la disidratazione. Fondamentale è pertanto la reidratazione. 

Nei  lattanti allattati al seno l’ allattamento materno deve continuare; nel caso di bambini allattati con latte artificiale questo va sospeso per 3-4 ore e sostituito con soluzioni reidratanti orali a base di Sali e glucosio, dopo questo tempo si può lentamente reintrodurre il latte. Dopo l’anno di vita l’alimentazione va sospesa per 4-5 ore e somministrate soluzioni reidrati; queste sono prodotti  disponibili in farmacia senza prescrizione medica, in genere sotto forma di bustine. In alternativa si possono somministrare spremute d’arancia, the deteinato, succo di mela diluito.

Per quanto riguarda l’alimentazione sono da preferire alimenti contenenti amido come patate, riso, pasta. Molti medici consigliano di escludere il latte o diluirlo, talora di usare latti speciali; in realtà in corso di diarrea l’intolleranza al lattosio non è un reperto frequente inoltre è bene non privare il bambino di calorie importanti e non modificare il normale metabolismo intestinale.

I farmaci, compresi gli antibiotici (che non hanno alcun effetto sui virus) e gli altri trattamenti, devono essere evitati a meno che non siano stati raccomandati da un medico.


PREVENZIONE

Ci sono piccole accortezze che possono prevenire il contagio da diarrea:

  • accurato lavaggio delle mani
  • buona igiene degli alimenti
  • buona igiene dell’acqua da bere soprattutto nei paesi stranieri

SCUOLA E SPORT

I bambini affetti da diarrea infettiva devono astenersi dalla frequenza della scuola e di collettività in generale (palestre, piscine, oratori ecc.), fino a 24 ore dopo l’ultima scarica di diarrea. Per la riammissione non è richiesto alcun certificato medico. 

Se un bambino di età fino ai 10 anni presenta diarrea con più di 3 scariche liquide in 3 ore nel corso dell’attività scolastica, il responsabile della scuola o del nido, al fine di tutelare la collettività, provvederà a allontanarlo dalla classe e inviterà il genitore a riportare il bambino al domicilio il prima possibile e a consultare il medico curante. Il bambino potrà tornare scuola 24 ore dopo l’ultima scarica di diarrea, e il genitore autocertificherà di essersi attenuto alle indicazioni fornitegli dal curante. 

Nei casi di salmonellosi la ASL effettuerà una sorveglianza per 7 giorni dalla segnalazione e fornirà le indicazioni igieniche per evitarne l’insorgenza.


IN GRAVIDANZA

La diarrea di per sé non è da considerarsi una malattia e non rappresenta un pericolo per il feto, ma non bisogna trascurarla. Durante la gravidanza infatti il fabbisogno di acqua aumenta considerevolmente per garantire al feto un ambiente comodo e accogliente (il liquido amniotico è formato per la maggior parte di acqua) e una corretta idratazione. Se non vengono compensati i liquidi persi a causa della diarrea, la mamma potrebbe disidratarsi mettendo a repentaglio il buon esito della gravidanza.