Malattie

COLICA RENALE



COS’E

La colica renale è un attacco di dolore acuto, improvviso e violento, nella zona addominale o più comunemente lombare, conseguenza di una migrazione dei calcoli presenti nei reni, all'interno dei bacinetti renali o degli ureteri; l'ostacolo fisico al normale deflusso di urina scatena la caratteristica sintomatologia. I calcoli renali e le conseguenti coliche, sono uno dei disturbi urologici più dolorosi e più comuni delle vie urinarie. Diversi termini scientifici sono usati per descrivere i calcoli delle vie urinarie: urolitiasi, calcolosi delle vie urinarie e nefrolitiasi.  I calcoli renali  possono essere di diverso tipo:

  • Calcoli di struvite (correlati a episodi infettivi)
  • Calcoli di cistina
  • Calcoli di ossalato di calcio
  • Urati

CAUSE

I fattori di rischio per la formazione dei calcoli renali sono:

  • precedente episodio di colica renale: in un paziente che ha avuto un primo calcolo,la probabilità di formare un secondo calcolo è di circa 15% in un anno, 35% - 40% in 5 anni, 60% in dieci anni e 80% nell’arco della vita
  • storia familiare di calcoli: le persone con storia familiare di calcolosi hanno un rischio elevato di sviluppare calcoli nell'arco della loro vita
  • squilibri alimentari: le diete ricche di purine (frattaglie), proteine e grassi animali, l’ eccessivo introito di sale sono fattori predisponenti la formazione di calcoli specie nei soggetti in soprappeso; il consumo frequente di bevande analcoliche acidificate con acido fosforico (cola) per più di un litro a settimana, il thè e il succo di pompelmo possono contribuire ad aumentare il rischio di calcoli; anche sostanze ricche di ossalato come spinaci,cacao,noci, noccioline cioccolato, sono fattori favorenti la precipitazione di cristalli in soggetti predisposti
  • disidratazione: può rappresentare una causa d’insorgenza di coliche renali e di calcoli non silenti in quanto l’improvvisa carenza di liquidi può determinare anomalie nel processo di formazione ed espulsione dei prodotti urinari
  • alcune condizioni cliniche: sindrome da intestino corto, la sarcoidosi, la malattia di Cushing, il mieloma multiplo,l’ipertiroidismo, alcune malattie metaboliche come l’iperparatiroidismo,  la gotta (con elevata concentrazione di acido urico) predispongono all’ incremento del rischio di calcoli
  • etnia: diversi studi clinici hanno individuato una maggior insorgenza di coliche e calcoli renali in soggetti di etnia caucasica

SINTOMI

I sintomi nel caso di calcoli renali sono i seguenti:

  • dolore in sede addominale e/o lombare crampiforme, talora così intenso da determinare la perdita di coscienza
  • stato d’ansia e agitazione, con  continua ricerca di una posizione del corpo capace di alleviare il dolore che, con il passare del tempo, si irradia in avanti e in basso verso l'inguine
  • pallore
  • sangue nell'urina, necessità di urinare con maggior frequenza o sensazione di bruciore durante la minzione quando il calcolo discende attraverso l’uretere
  • talora nausea e vomito

Se uno o più di questi sintomi è accompagnato da febbre e brividi, potrebbe esserci un’infezione.


DURATA

Se la causa è la presenza di uno o più calcoli la colica renale finirà quando i calcoli saranno espulsi oppure quando troveranno un luogo dove non daranno più fastidio con il rischio però di ripresa della sintomatologia a distanza di tempo.


DIAGNOSI

La diagnosi della colica renale viene effettuata nei seguenti modi:

  • ecografia addominale e/o dell'apparato urinario
  • raggi X dell'addome 
  • tac addome
  • visita urologia

TERAPIA

I calcoli renali inferiori ai 5 mm di diametro di solito transitano spontaneamente e vengono eliminati con le urine se si beve molta acqua (due o tre litri al giorno). Quelli tra i 5 ed i 7 mm transitano spontaneamente nel 50% dei casi, quelli tra i 7ed i 10 mm in circa il 20% dei casi. I calcoli più grandi di 10 mm raramente passano spontaneamente e richiedono l'intervento medico. La terapia della colica renale prevede l’utilizzo di antinfiammatori non steroidei (FANS) per via intramuscolare o per via endovenosa.

Il cosiddetto “carico di acqua” (bere moltissima acqua in poco tempo) per favorire la espulsione del calcolo non è più consigliabile perché  potrebbe causare sofferenza al rene nel caso di un calcolo ostruente. 

Farmaci rilassanti la muscolatura ureterale, quali calcio antagonisti ed alfabloccanti, sono utili nell’eliminazione di calcoli ureterali.

L’intervento chirurgico è necessario per rimuovere il calcolo renale se:

  • il calcolo non è stato espulso dopo un periodo ragionevole e provoca dolore  e coliche costanti
  • è troppo grande per essere espulso naturalmente, oppure è collocato in posizione difficile
  • ostruisce il flusso dell’urina
  • provoca un’infezione di lunga durata delle vie urinarie
  • danneggia i tessuti renali o provoca un sanguinamento costante
  • si è ingrandito nel tempo

La litotrissia extracorporea a onda d’urto è la procedura usata con maggiore frequenza per il trattamento dei calcoli renali.


COMPLICANZE

La colica renale può dare origine ad una serie di complicanze:

  • recidiva: un paziente che forma calcoli ha circa il 60-70% di probabilità di formarne di nuovi
  • infezione delle vie urinarie: un’uretere ostruito può causare anche un’infezione del rene perché i rifiuti non riescono a passare e questo favorisce lo sviluppo di batteri

PREVENZIONE

La colica renale si può cercare di prevenire in diversi modi:

  • assumere più liquidi; chi è più soggetto alla formazione di calcoli dovrebbe cercare di bere durante la giornata abbastanza liquidi da produrre almeno due litri di urina nelle 24 ore
  • in passato alle persone affette da calcoli di calcio veniva consigliato di evitare alimenti con alto contenuto di calcio, in realtà ricerche recenti hanno dimostrato che gli alimenti ricchi di calcio, compresi i prodotti caseari, possono contribuire alla prevenzione dei calcoli di calcio. Se si assumono integratori di calcio invece il rischio di sviluppare i calcoli può aumentare
  • evitare alimenti arricchiti con vitamina D e alcuni tipi di antiacidi a base di calcio
  • chi soffre di alti livelli di acido urico dovrebbe mangiare meno carne, pesce e pollame,  alimenti responsabili di un aumento della quantità di acido urico nell'urina

IN GRAVIDANZA

Durante il periodo gestazionale soprattutto del secondo trimestre di gravidanza l’apparato urinario  è soggetto a delle modifiche, e ciò può provocare delle fastidiose coliche renali, che nulla hanno a che fare con quelle da calcoli.

Questa condizione è nota come idronefrosi gravidica fisiologica ed è causata dalla dilatazione delle vie urinarie a seguito del normale ingrossamento a cui è sottoposto l’utero durante la gravidanza.

Ulteriori cause che provocano questi dolori renali sono caratterizzate dalle infezioni alle vie urinarie, che si verificano in seguito ad un rilassamento dei reni a causa dell’aumento del progesterone. Tra i rischi legati alle coliche renali in gravidanza c’è quello del parto pretermine. Per cercare di prevenire le infezioni alle vie urinarie, e di conseguenza le coliche renali, è fondamentale bere almeno due litri di acqua al giorno, seguire una corretta igiene intima e prevenire la stipsi.

Qualora le coliche renali fossero accompagnate da febbre alta, si consiglia di rivolgersi ad un medico, in quanto un’infezione alle vie urinarie se non curata può provocare danni al bambino.